NEVERLANDSCARL

Resilienza nel Dolore Sociale

La storia

Neverland Scarl (Società Cooperativa a responsabilità Limitata), nasce (con atto notarile) il 22 marzo 2004 come apprezzato ente di formazione professionale (accreditato con la Regione Calabria e certificato EN ISO 9001:2008) aderente ad Assindustria Cosenza e Confcommercio Cosenza, operante in una prestigiosa sede sita in Castrolibero (CS) e si trasforma (sempre con atto notarile) in associazione NEVERLANDSCARL il 16 dicembre 2016 acquisendo una completa vocazione di azione nel sociale con la finalità di sviluppare la resilienza nel dolore sociale all’interno di Neverland GROUP, polo di associazioni composto anche da Neverland (Medicina, Psicologia, Mediazione e Counseling) No Profit e Neverland “Capelli d’argento” ONLUS.

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Il 7 febbraio 2019, per ampliare le capacità operative su tutto il territorio nazionale si stabilisce (con atto notarile) lo spostamento della sede legale a Roma (jn via Ricci Curbastro nei locali della Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID) mantenendo, come sede secondaria e con tutte le sue attività, quella di Castrolibero.

IL NOSTRO PUNTO DI PARTENZA

Fin dall’inizio, ci siamo ampiamente ispirati agli studi e al modello psicologico del dott. Giovanni Russo (medico psicoterapeuta) di cui, il rapporto fra Essere Umano ed Energia (di derivazione einsteiniana), la conoscenza dei bisogni (e dei desideri) da appagare per prevenire il disagio dell’Identità e la Mappa della Personalità, sono solo alcuni degli aspetti originali del suo modello teorico e clinico. La nostra costante ricerca è quello di continuare gli studi per capire (sempre più e sempre meglio) il rapporto che c’è fra i quark intranucleari e il comportamento umano

MISSION

Partendo dall’affermazione di Saul Bellow, in base alla quale“la sofferenza, forse, è il solo mezzo valido per rompere il sonno dello spirito”, ci siamo soffermati sul fatto che, al contrario di forme apparentemente meno evolute, l’essere umano non accetta passivamente l’idea che, il senso della sua “presenza” sia, appunto, la stessa presenza. In pratica si ha bisogno di capire che lo scorrere dei granelli di sabbia nella clessidra che misura quanto resta, del variegato coacervo di stati d’animo, sia finalizzato al sentirsi contestualizzati nel tempo e nello spazio.

C’é una sola cosa che è giusto fare: nutrire i propri sogni e poi realizzarli. E quando le tue speranze si trasformeranno in delusioni… troverai la forza per continuare a provare.

PERCHÈ “NEVERLAND”?

“Quando, guardando all’orizzonte dei tuoi pensieri, non avrai paura del cielo scuro ma cercherai una stella per esprimere il desiderio più intimo e importante, avrai finalmente scoperto che, i sogni, altro non sono che un sussurro inconsapevole capace di guidare verso ciò per cui siamo nati. Solo allora sarai pronto per sentire scorrere, in te, il principio di tutte le cose e mantenere, fino alla fine, il piacere di una sconfinata  giovinezza” 

Il nome, evocativo, nasce dallo spirito della storia di un famoso autore scozzeseJames Matthew Barrie (vissuto fra il 1860 e il 1937).

Stranamente, le sue commedie appaiono non abbastanza convincenti sul piano emotivo per cui non riscuotono il successo che meriterebbero. Probabilmente ciò è dovuto ad una sorta di blocco per essere cresciuto con il dolore della perdita, in giovanissima età, di suo fratello David e della conseguente prostrazione materna.

Quello che gli cambia la vita è un incontro casuale con Sylvia Llewewn Davies e i suoi quattro figli, un giorno, mentre seduto a scrivere sulla panchina di un parco, si trovava in compagnia del proprio cane.

Da questa fortuita conoscenza si sprigiona un grande interesse per i quattro bambini, con i quali trascorre molto del suo tempo libero scoprendo che, uno, Peter, è taciturno e sorride raramente, non avendo mai superato lo shock della perdita del padre.

James gli si affeziona particolarmente e, un po’ alla volta (forse, risvegliando in lui l’antica e mai sopita sofferenza), crea con la sua fantasia, una delicata storia basata proprio sui quattro fratellini.

Il risultato è Peter Pan, una commedia che, il giorno della messa in scena (il 27 dicembre 1904) riesce a smuovere l’animo del pubblico (tra i quali Barrie invita a sue spese anche  anche 25 orfanelli) riscuotendo un grande successo.

Si narra che, siccome Sylvia (malata di tubercolosi) non prende parte alla rappresentazione, Barrie le organizzi una messa in scena ridotta a casa sua.

Quando la giovane madre muore pare che, nel suo testamento, lei abbia chiesto l’affidamento dei piccoli fratellini alla propria madre e a lui.

C’è un’isola chenonc’è per ogni bambino. E sono tutte differenti. (James Matthew Barrie)